GQ intervista Norman Reedus

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Quando il finale di mezza stagione di The Walking Dead ha lasciato in bilico la vita di Daryl Dixon fino a febbraio, internet è quasi collassato. E per una buona ragione: tutto quello che volevamo per Natale, era sapere che Daryl fosse sano e salvo – e, se non era troppo da chiedere, di vederlo interpretare il Giuseppe di Judith in versione bambin Gesù, in un presepe al penitenziario. Invece, siamo stati lasciati ad andare avanti con fatica per tutto l’inverno, con visioni tormentose, ricordando le partenze premature di Jimmy Darmody e Ned Stark.

L’amore che abbiamo per Daryl può essere dovuto al fatto che l’interpretazione sfumata di Norman Reedus del lupo solitario del sud con un cuore d’oro, aggiunge una profondità che fa sembrare gli altri personaggi unidimensionali. In qualche modo, ci fa vedere che lui sarebbe il primo della nostra lista, per ogni situazione ipotetica (esempio: Con chi vorresti andare a bere una birra? Chi vorresti con te in una lotta con i coltelli? Con chi vorresti discutere degli intrighi di Love Actually?). In un’intervista esclusiva, GQ ha incontrato Reedus, l’attore che, armato di balestra e sguardo severo, ha fatto strage di cuori per tutta l’America.

GQ: Daryl è il sopravvissuto finale – com’è successo?  
Norman Reedus: Mi sono fatto la stessa domanda, ma penso di essere stato numericamente inferiore. Volevo che mettessero un po’ di lividi e sangue sulla mia faccia così da non far sembrare che mi ero arreso. Quando stavo camminando con quel sacco in testa, ho cercando di interpretare la cosa essendo il più possibile spaventato. Ho voluto alzare la posta del fratello e fare questo sguardo a Merle, che diceva, “Fratellone, salvami” il più possibile.

GQ: E’ stato un po’ sorprendente che Daryl non sia impazzito cercando di liberarsi, ma abbia aggiunto una certa vulnerabilità al suo personaggio.  
Norman Reedus: La faccia di Merle è cambiata totalmente quando sono uscito. Abbiamo fatto un po’ di prove ed io stavo giocando di più sul fatto della sfida, ma quando sono andato verso l’altra direzione, il volto di Merle è completamente cambiato. Amo lo sguardo che mi ha lanciato, tipo, “Oh cazzo, ci ho messo in questa situazione”.

GQ: Daryl è in assoluto il preferito dai fan – penso che sia un dato di fatto ormai.
Norman Reedus: Ho parlato con [il produttore esecutivo] Glen Mazzara l’altro giorno, e mi ha detto che riceve tonnellate di posta tipo “Non uccidere Daryl”. Stava facendo delle interviste e gli hanno chiesto “Quindi, sei pronto per Natale?” e lui “No, il Natale sarà uno schifo. Riceverò messaggi di odio per tutte le feste”.

GQ: Per un personaggio che non ottiene un gran numero di battute, è particolarmente complesso.
Norman Reedus: Quando Daryl è apparso per la prima volta, molti blogger e fan dello show lo odiavano e lo consideravano uno stronzo razzista del sud. Io vivo nel sud, e non è proprio il caso, di certo non nel 2012. Non sto dicendo che non esista, ma non si può classificare chiunque viva al sud in quel modo.   

Quindi è più interessante lottare contro questa cosa, e per lui avere un cuore e voler aiutare. Sentirsi voluto è un gran problema per Daryl; non ha mai avuto persone che facessero affidamento su di lui prima, e questo è ciò che lo tiene lì. Potrebbe starsene per conto suo, quindi per resta? Si devono trovare tutte queste diverse ragioni per rendere interessante per lui il fatto di restare, e penso che avere senso di autostima, forse per la prima volta in vita sua, sia una di quelle ragioni. Ci sono molte più cose da fare con questo ragazzo, ancora, e non vorrei gettare via tutto questo per essere solo un cartone animato.   

GQ: Pensi che sia destinato a prendere in mano la leadership a un certo punto?
Norman Reedus: No, non credo proprio. E’ come con Randall nella seconda stagione – Randall aveva informazioni che potevano salvare il gruppo, e c’è questa grande discussione, “Dovremmo tenerlo? Dovremmo metterlo al lavoro? Dovremmo ucciderlo? Dovremmo lasciarlo andare?”. E Daryl ha detto, “Fanculo, ci penserò io. Andrò da lui e gliele darò di santa ragione fino a che non dice qualcosa”. Dentro di lui, ha fatto qualcosa che potesse mantenere in vita il gruppo, ma non è uscito fuori a dire, “Hey ragazzi, me ne sono occupato io! Datemi una pacca sulla spalla!”. E’ semplicemente uscito con quest’aria da intesa e con le nocche insanguinate, e ha detto, “Questo è quello che succede”. Penso sia più questo tipo di ragazzo, piuttosto che il tipo guardami, sono il leader. Non penso che lui si veda come leader; le persone hanno le loro funzioni nel gruppo, e loro svolgono quelle funzioni.   

GQ: Ti piace lavorare con gli sceneggiatori?
Norman Reedus: Oh, adoro lavorare con gli sceneggiatori, specialmente quando certi copioni sono più collaborativi. Non credo che qualcuno conosca i nostri personaggi meglio degli sceneggiatori, e questa è solo la linea di base. Gli sceneggiatori scrivono episodi che funzionano per uno show televisivo come gruppo e raccontano una storia. Gli attori conoscono le loro parti nel raccontare quelle storie. Abbiamo un ottimo gruppo di sceneggiatori e sono tutti grandiosi e ascoltano tutti e hanno delle grandi idee e lo show non sarebbe un così grande successo se non avessimo degli sceneggiatori così di talento.

GQ: Quanto contributo dai al tuo personaggio? Ho letto che volevi che Daryl fosse un membro degli alcolisti anonimi, piuttosto che un effettivo tossicodipendente o alcolista.
Norman Reedus: Ho pensato che sarebbe stato molto unidimensionale farlo essere un mini-Merle. Bisogna pensare alla storia passata e pensare, com’è crescere con un fratello maggiore che influenza in modo negativo un giovane ragazzo? Seguirà le orme del suo fratello maggiore? Sì, forse all’inizio, ma, crescendo, lui probabilmente vorrà diventare la sua persona.    

Sta reinventando se stesso con questo mondo nuovo; c’era un copione iniziale con una scena in cui, dopo la morte di Sophia, Lori si avvicina a me ed io sto prendendo tutte le droghe di mio fratello, e questo non è proprio quello che volevo fosse questo ragazzo. Volevo che fosse a disagio per il modo in cui era cresciuto, e che fosse a disagio quando qualche insulto razziale usciva dalla bocca di Merle. Così ho parlato con gli sceneggiatori, merito loro, mi hanno aiutato a sviluppare questo personaggio, e penso che una delle ragioni per cui Daryl è così popolare, sia che lui sta combattendo contro questa cosa terribile che era destinato a diventare.

GQ: Non mi vengono in mente molti show che permetterebbero a un attore di giocare una grossa parte nel plasmare il loro personaggio.  
Norman Reedus: Scegli i tuoi momenti in cui combattere per il tuo personaggio, e qualche volta devi solo fidarti degli sceneggiatori e delle persone che guardano lo show in generale. Ho appena letto questa intervista con Jack Nicholson, e ha detto che a volte fa le cose a modo suo, e a volte bisogna fidarsi degli sceneggiatori, altrimenti si farà la stessa cosa più e più volte fino a pensare che vada bene. Penso sia interessante avere un personaggio interessante che non sembra così interessante, capisci? Non m’interessa se c’è muco che mi cola dal naso, e i miei capelli sono scompigliati, e se sembro debole, e non è la luce adatta. Bene! Continuiamo così! E’ più interessante. Provate a immaginare se io camminassi verso la telecamera e mi mettessi in posa ogni cazzo di volta, con la luce perfetta e i capelli perfetti e facessi la stessa cazzo di cosa ogni volta? Sarebbe di una noia mortale.

GQ: In che modi sei come?
Norman Reedus: Uh, sono timido. Sono socialmente inetto. Sono solitario. Sono più uno che ascolta piuttosto che uno che parla. Do valore all’amicizia – farei di tutto per i miei amici, e penso che lui sia così. Non ho paura di correre rischi o di andare fuori per conto mio. E decisamente come Daryl, prendo una direzione e provo qualcosa di completamente sbagliato, e imparo la mia lezione, [ride] capite cosa sto dicendo? E poi tutte le ovvie ragioni per cui non sono proprio come lui; voglio dire, sto tornando a Manhattan con un gatto in grembo al momento.

GQ: Che gatto hai?
Norman Reedus: E’ solo questo grasso, nero gatto randagio. Mio figlio voleva un gatto nero quando era piccolo, e l’ho trovato nell’East Village in un rifugio, ma era nato in una scatola e il ragazzo che doveva darlo in adozione era tipo “Tu non lo vuoi questo gatto. Questo gatto non amerà mai nessuno”. E la prima volta che l’ho visto, era tutto stranito e graffiava tutto ciò che vedeva e ora è diventato questo grosso, grasso, e ozioso gatto.

GQ: Chandler Riggs [Carl] ha detto che molti degli adulti sul set si comportano come bambini, nello specifico tu e  Steven Yeun [Glenn].
Norman Reedus: Ho sempre detto che Daryl e Carl vanno d’accordo, perché Carl è come un bambino adulto e Daryl è come un adulto bambino. Noi facciamo sempre i pagliacci sul set. Andy [Lincoln, che interpreta Rick] ed io, faremo una scena importante e quando la camera non sarà puntata su di noi, io dirò “Ti amo!” e lui dirà “Fottiti”. O viceversa. Sì, cazzeggiamo sempre.

GQ: Sono abbastanza sicuro che se data la possibilità, la maggior parte delle persone avrebbe voluto Daryl con sé durante un’apocalisse. Pensi che saresti in grado di reggere, personalmente?
Norman Reedus: Probabilmente reggerei per un paio di settimane, e poi diventerei veramente depresso. Voglio dire, amo le moto, e probabilmente prenderei uno zaino e una pistola e dei contanti e mi prenderei in spalla mio figlio per andare al nord.

GQ: Vai in moto?
Norman Reedus: Sì, ho due moto e ne sto costruendo una terza. Amo le moto. Ho la mia moto in Georgia, che ora è nel garage di Greg Nicotero [supervisore degli effetti speciali e del trucco].

GQ: Da quanto vai in moto?
Norman Reedus: Dio, vado in moto fin dal liceo a dire il vero. E’ fantastico. Vado in moto sul set quando il tempo è bello; è il miglior modo per raggiungere il set e tornare. Ti schiarisce le idee, e qui è bellissimo.

GQ: Cosa c’è di meglio? Vai a lavoro in moto, prendi un po’ a calci gli zombie, e poi vai a casa.
Norman Reedus: Vero? E’ la miglior vita di sempre. Sono davvero fortunato, è ridicolo.

FONTE: http://www.gq.com/?us_site=y

© Traduzione a cura del Norman Reedus Italia *Elena*

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Photographs by Norman Reedus, is a limited-edition collector’s volume. Through his penetrating imagery, Reedus takes us on what proves to be a hauntingly intimate journey through the dark and sublime.

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